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Un rivoluzionario microchip per la ricerca oncologica

Lo strumento (cd. “oncochip”) individua rapidamente le alterazioni genomiche del cancro e le mette in rete

Dal rapporto ARTIUM 2016 sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da tumori in Italia è emerso che il 63% delle donne e il 54% degli uomini sconfiggono la malattia, con un graduale miglioramento rispetto a quanto rinvenibile nel precedente rapporto.

Se cominciano, quindi, a intravedersi i primi significativi risultati, parte del merito è da ricondurre all’attività svolta da ACC – Alleanza Contro il Cancro, la più grande rete di ricerca oncologica nel nostro Paese. Dal 2002, raggruppa e coordina la ricerca degli IRCCS in materia e, negli ultimi tre anni, è stata centrale la sua partecipazione a consorzi di ricerca nazionale e internazionale. Attualmente, di spicco risulta essere il working group ACC-Genomics (composto da medici e ricercatori esperti), finalizzato all’attuazione, anche in Italia, di programmi di medicina personalizzata, o di precisione.

Lo scorso 14 giugno si è svolta la conferenza stampa dove il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e i responsabili ACC hanno illustrato le caratteristiche del programma: attraverso l’analisi approfondita delle alterazioni genomiche dei tumori mediante l’impiego di una tecnologia NGS (Next Generation Sequencing) sarà ottenuto un rapido sequenziamento del genoma tumorale, premessa necessaria per individuare, a seguito delle alterazioni dei geni del cancro, la cura molecolare più efficace per ogni malato.

 

 

 

 

 

 

Il Ministro ha ribadito che solo delle ricerche e delle diagnosi personalizzate potranno guidare la scelta di terapie maggiormente mirate e adattate. Le informazioni sul genoma di ogni paziente verranno incrociate con quelle disponibili nel mondo, al fine di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per ottimizzare ogni cura. Non sarebbe certo errato considerare la piattaforma tecnologica, che mette l’innovazione a disposizione di tutti, una sorta di “rete dei genomi”, dalla quale attingere ogni qualvolta si cerchi un’informazione, e che a sua volta contribuisce ad ampliare la conoscenza per il prossimo paziente.

Il programma, nato in Sicilia, è finanziato dal Ministero della Salute, e parte dei fondi è stata indirizzata agli ospedali della rete ACC, in particolare alla fornitura di apposite apparecchiature per l’analisi genomica. La metodologia verrà in un primo momento utilizzata negli IRCCS associati ad ACC e in quelli collegati in Sicilia, iniziando dai primi 1000 casi di tumore al polmone il prossimo ottobre; in un secondo momento, lo screening verrà esteso ad altre forme tumorali (colon, melanoma, mammella e ovaie), contemporaneamente allo studio dei geni responsabili del rischio genetico di tumore.

 

 

 

 

 

 

 

Ruggero De Maria, Presidente di ACC, ha affermato che con il progetto, i pazienti italiani hanno il privilegio di poter essere curati al meglio, con farmaci più mirati, al pari solo di chi è dotato delle migliori assicurazioni sanitarie negli Stati Uniti.

Ancora una volta, anche grazie all’oncochipl’Italia si conferma ai primi posti nella ricerca e, rendendola appannaggio di chiunque, favorisce il progresso e l’incremento delle speranze di chi si trova a dover affrontare le numerose difficoltà legate alle malattie tumorali.

MedicalSa

il Team

2017-07-14T06:46:25+00:00